27 gennaio 2010

I miei due cent sul nuovo Apple iTablet e le sue ripercussioni

Ormai se ne sono sentite davvero tante e sono anni che si rincorrono voci su un possibile tablet prodotto da Apple. Forse finalmente siamo arrivati alla svolta: questa volta c’è davvero!

Non voglio stare qua a parlare di come sarà, che caratteristiche avrà e di quali mirabolanti accessori tecnologici ci saranno. Vorrei soprattutto capire: come mai la Apple ha deciso di produrlo? quale mercato vorrebbe prendere? e soprattutto, a chi o che serve?

Io ho una mia idea!

Fondamentalmente il dispositivo dovrebbe essere grande circe 10″ (circa come un netbook tipo eeePC) e ovviamente avrà un display totalmente “touch”, nell’aspetto sarà molto simile all’iPhone (magari simile a quello che vedete nell’immagine sopra) e con tutta probabilità utilizzerà l’iPhone OS per funzionare. È un dispositivo portatile -molto portatile- ed estremamente funzionale, veloce da tirare fuori e che permette una velocissima consultazione di siti e posta elettronica. Io credo quindi che ne verrà fuori un dispositivo volto alla navigazione e consultazione, non un notebook da lavoro col touch screen. Le voci dicono che con molta probabilità sarà anche connesso via 3G.

Conoscendo la Apple e i suoi prodotti potrei supporre che sarà installata della memoria interna (64GB con disco SSD come sull’iPod Touch magari) e purtroppo potrebbe non offrire la possibilità di collegare periferiche esterne e avere una estensibilità attraverso USB e schede di memoria. Quindi non un dispositivo da ufficio ma da portare appresso, non un computer totale da sostituire un laptop.

Da una parte vedo un dispositivo rivoluzionario nella tecnologia e nell’uso ma lo vedo limitato, rinchiuso e controllato, come per l’iPhone. Ma allora perché tutto questo clamore?

A dire la verità un tablet è già stato presentato dalla Microsoft pensando di fare lo sgambetto ad Apple proprio prima di questo evento e la notizia è stata ripresa anche dai siti non proprio tecnici, anche se sembra aver avuto poco eco e successo. Credo che la grande attesa, il clamore che circoli intorno a questo dispositivo non è tanto la rivoluzione tecnologica che porta in se ma quello che potrebbe gravitarci attorno.

Ovviamente il dispositivo sarà qualcosa di rivoluzionario, tecnologia e design (non dimentichiamoci anche questo aspetto che tanto ha fatto per il successo di Apple) ma la rivoluzione vera credo possa essere quella della consultazione e lettura da un dispositivo portatile estremamente versatile.

Apple è rinomata per gli accordi, le strategie e nel creare fette di mercato inesistenti o poco sviluppate e farne dei giacimenti di oro.

Amazon e tanti altri è da tempo che cercano di portare nella vita comune un dispositivo che permetta la consultazione e lettura di libri ed ebooks. Nelle scuole americane, moltissimi ragazzi ormai non devono portare più chili e chili di carta -come succede in Italia (emh, quale G8 scusa?)- con relativo impatto ambientale, ma basta un dispositivo con memoria con caricati sopra i propri ebook da leggere.

Si vocifera di accordi tra Apple e il New York Times. Alcuni forse non lo sanno ma sarà una delle prime testate giornalistiche a passare completamente online e con molta probabilità già dal prossimo anno i contenuti online (che devo dire di altissima qualità rispetto alle testate online italiane) verranno concessi a pagamento.

Anche il Corriere farà una cosa del genere con la sua App per iPhone da febbraio ma è veramente un’altra cosa… ne riparliamo magari!

Considerando ciò, un accordo tra le due società per portare su un dispositivo come l’iTablet (questo il probabile nome) contenuti multimediali di alta qualità molto ricercati dai fruitori del web, creerebbe una fetta di mercato nuova e, con le capacità di marketing della Apple, probabilmente un mercato di terze parti assolutamente fiorente.

Come fu per le App per iPhone e tutti gli sviluppatori più o meno grandi che creano navigatori, giochi, ebooks, messaggistica e utility, su un tablet con queste caratteristiche, predisposto e spinto in questa direzione, libri, scritti, navigazione, consultazione e chiunque operi in questi settori e affini, potrebbe trovare un mercato innovativo e molto promettente. E se vi dovesse essere un altro “boom” come per l’iPhone, forse assisteremo finalmente a quella rivoluzione tecnologica che noi geek sognamo da tempo: il passaggio dalla carta al digitale, dal peso alla comodità. Più di quanto non lo sia già ora.

Su un dispositivo touch come il tablet, potrebbe essere semplicissimo prendere appunti, evidenziare su un libro digitale, segnare delle note a fianco di pagina o raccogliere insieme testi e pagine online per le nostre ricerche. Sarebbe quella interconnessione di documenti e conoscenze che veramente rivoluzionerebbero il modo di informarsi, studiare, consultare e formarsi.

Ovviamente queste sono solo supposizioni ed è assai improbabile che lo scopo di questo dispositivo così a lungo progettato e perfezionato abbia come unico scopo quello di essere un lettore di ebooks ma probabilmente altre grandi rivoluzioni non ne potrebbe fare. Come l’iPhone potrebbe diventare il gingilletto tecnologico acquistato da cani e porci solamente per quel giochino o per quell’applicazione inutile, o perchè “fa figo” ma ovviamente, nel mercato, anche questo conta… un pò, da Mac-maniaco, la cosa mi infastidisce!

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